30 giorni senza zucchero 2

Scendevo nel seminterrato e mi sentivo vagamente Kevin McCallister, che immaginava la stufa della sua cantina prendere vita e trasformarsi in un mostro terrificante.

Scendo uno scalino alla volta gettando subito lo sguardo al cestino amministrato da D., che abita in una stanza nel seminterrato. Faccio in modo di muovermi il più silenziosamente possibile per cercare di individuare movimenti molesti. I topi con cui condividiamo la casa sono coinquilini tranquilli e discreti, ma sentirli operare industriosamente, a volte anche in gruppetti di tre, mette una certa irrequietezza.

Il cestino è aperto, con un grosso e succulento torsolo di mela addentato proprio lì in cima, in bella vista, facilmente inondato dalle correnti d’aria. La strategia di D. è quella di lasciare apposta gli avanzi in mostra, così che possa capire se un topo è passato o meno guardando se il cibo è stato mosso. Personalmente non condivido questa strategia.

Temo inoltre che J. abbia sgraffignato uno dei miei cetrioli. Ho notato la capocchia tagliata vicino all’acquaio e sono abbasta sicuro che nella confezione ne manchi uno, in quando il primo è stato consumato da me.

Devo dire che in questa casa, in questo momento storico, c’è una sorta di miscuglio eterogeneo di esistenze. Viviamo paralleli, ci incrociamo poco. Il bagno è un allevamento incredibilmente produttivo di ragni e faccio molta fatica a capire se anche la mia carta igienica venga usata da qualcun altro oppure no. In tutto questo cerco di impastare e provare nuove ricette ogni volta che posso. Al momento sto anche coltivando due paste madri, una ricavata da uno starter di uva passa e l’altra da della farina di segale. In particolare nei giorni liberi impasto. E’ qualcosa che mi chiama forte e che al tempo stesso mi dà pace.

Oggi è stato il mio secondo giorno libero, domani sarà la Festa del Ringraziamento qui, tutti i negozi chiusi ma non la produzione del panificio, quindi tra poche ore sarò di nuovo all’opera. Ho cercato di riposarmi il più possibile tra ieri e oggi, ma la schiena è abbastanza incriccata e ho un principio di pubalgia che sento di meno ora, ma che se ne esce ogni volta che mi chino. In compenso questo secondo giorno senza zucchero non è stato male. Mi sono sentito un po’ annebbiato durante tutto il giorno, le braccia mi hanno prurito tutto il giorno e direi che è strano visto che non ho assunto né zuccheri né grassi e ho fatto solamente due pasti a distanza di otto ore l’uno dall’altro.

Colazione: crepe di sole uova e uva. Pranzo: minestrone, petto di pollo, lamponi, fragole, anacardi, pane integrale, cetriolo.

Pubblicato da lucafraz

Sono nato atopico e ho passato molto del mio tempo grattandomi braccia e gambe, perlopiù; quindi sono diventato "atopico": ho smesso di abitare un luogo determinato.

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