30 giorni senza zucchero 13

Fortunatamente faccio un lavoro dove mi muovo molto e non è facile fermarsi abbastana da addormentarsi. Nei primi momenti di questa mattina avrei corso veramente un grosso rischio altrimenti. Negli ultimi giorni sto educando il mio corpo e la mia mente all’ascolto della sensazione di fame, che è molto cambiata da quando ho iniziato i 30GSZ ad ora. Mangio un pranzo ricostituente quando torno dal lavoro e poi fino al risveglio successivo, cioè alle 1:50, non mangio più. Vado a letto più leggero e in questi ultimi giorni evito di mangiare appena sveglio, per poi fare colazione con pane di segale e prosciutto dopo la prima infornata, quindi attorno alle 3:30/4:00, quando anche dopo un primo risveglio muscolare e aver bevuto la sensazione di fame diventa molto chiara. Prima avverto una cosiddetta falsa fame, con qualche brontolio che scompare dopo poco o dopo aver bevuto. In questo modo do il tempo al mio intestino di ripulirsi e al corpo di iniziare a grattare i propri grassi.

Considerando che dormo comunque molto poco e il mio ritmo circadiano è abbastanza sballato, mi sento davvero energico. Le cose più difficili da controllare sono le mie reazioni istintive, i miei pattern, come mangiare in seguito a un senso di frustrazione, e tarare il consumo calorico quotidiano sullo sforzo fisico, che varia ogni giorno in durata perché dipende dalla quantità di pane che devo infornare, con differenze tra un giorno e l’altro di due, tre ore. Al momento cerco quindi di mantenere il consumo di cibo costante, per monitorare il livello di affaticamento e la capacità di recupero, spendendo più tempo a riposare nel pomeriggio, dopo pasti leggeri. Il prurito, quel poco che persiste, si verifica sempre nel momento immediatamente successivo allo stacco: fatta la doccia in attesa di riposare. Se dormo anche solo un’ora nel pomeriggio sparisce.

Molte volte mi sono ritrovato ad avere fastidiose reazioni fisiche alla stanchezza. Il prurito è una di queste, ma anche il nervoso alle gambe (dopo una certa ora di sera non riuscivo più a stare seduto) e il calore. Era solo il mio corpo che mi diceva: “Vecchio, andiamo a letto”. Non solo, poi ho capito che questa sensazione si verificava soprattutto in quei momenti in cui mi annoiavo, o magari quando ero costretto a rimanere in posto e, anche se pensavo di volerci stare, in realtà non volevo. Ancora di più ora stimo il mio corpo per aver avuto in tutto questo tempo una voce così chiara.

Oggi sono andato a fare un giro con D., mi aveva proposto di andare a vedere il molo di Port Moody e poi abbiamo pranzato nel ristorante Greco di Columbia Street che è veramente buono e, stranamente per Vancouver, economico. Fuori dalla finestra, in questo preciso momento, è comparso il cagnolino bianco dei vicini. Non si vede molto movimento in quella casa. Le apparizioni del cagnolino, o del vecchio signore, o dello scoiattolo nero sono rare ma sempre molto interessanti. In questo caso il cagnolino è uscito e si è diretto dalla parte opposta del giardino, apparendo e scomparendo dietro le piante che dalla mia finestra sono come delle quinte di un teatro. E così, la star dal pelo bianco, tornata indietro dopo pochi secondi è scomparsa sul lato opposto della casa. Quattro abbaiamenti e la scena torna al consueta quiete.

Seduto in macchina non riuscivo a tenere gli occhi aperti. La stanchezza di questi quattro giorni di lavoro spingeva sulle mie palbebre come per chiudere una valigia troppo piena. Ed io, che cercavo di resistere, sentivo a momenti le mani cedere e i polsi sciogliersi, la testa ciondolare in avanti, le gambe buttate come fascine di grano maturo. Ma sono certo che se io mi fossi trovato nella stessa situazione durante il periodo in cui assumevo zucchero e cagate varie senza controllo, in quel momento avrei semplicemente dato di matto. Muovendo le gambe in continuazione e tirandomi su le maniche per grattarmi.

Ora riposo.

Colazione: pane di segale e prosciutto cotto. Merenda al lavoro: mele. Pranzo: cucina greca: costolette magre di maiale, riso, pane bianco. Merenda a casa: sfoglie di patate dolci.

Pubblicato da lucafraz

Sono nato atopico e ho passato molto del mio tempo grattandomi braccia e gambe, perlopiù; quindi sono diventato "atopico": ho smesso di abitare un luogo determinato.

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