L’istmo

“A donde deberìa ir?”“A l’Hotel D., por favor. Sabe donde es?”“Sì, pero no te llevaré allì, es en la zona roja!”Avrei dovuto passare a Panama City una sola notte, ma poi il mio contatto, la capitana di un brigantino ancorato sulla costa atlantica, ha ritardato la mia partenza a causa delle pessime condizioni meteo degliContinua a leggere “L’istmo”

Quando la mia gatta chiude gli occhi

Il linguaggio ha qualcosa di meraviglioso. Il modo per influenzare le azioni e gli stati altrui e quello in cui venire influenzati. Ben prima dello scopo espressivo, che riguarda già un bisogno personale ulteriore, il linguaggio serve a produrre un cambiamento al di fuori di sé, nel tentativo di modificare la propria condizione. Quello cheContinua a leggere “Quando la mia gatta chiude gli occhi”

Naufraghi

Ho naufragato nell’esatto momento in cui mi sono affidato alla bussola. Ora sono un naufrago nei primi giorni di Gennaio, che mi sembrano gli ultimi dell’anno. Giorni senza capo ne coda, spesi in balia di decine di e-mail spedite senza vederne tornare nessuna indietro. Messaggi affidati a bottiglie in un mare indefinibile. Prendo il trenoContinua a leggere “Naufraghi”

La gang

Uscito dal cinema prendo lo Skytrain. Mi siedo quasi di proposito su uno dei sedili sotto al quale stava un torsolo di mela mezzo marcio. Messo di traverso sul pavimento, in modo al quanto arrogante, dirigeva la scena. Prendeva spazio, prendeva. Mi sono seduto sorridendo mentre guardavo fuori dal finestrino. Mi ero praticamente già dimenticatoContinua a leggere “La gang”

Elegia del bastone

Un vecchio coi pantaloni sgualciti pisciava dietro un cassonetto, tra Commercial e East Hastings Street. Credo che le cose stiano andando di male in peggio. O forse è solo un momento di particolare pessimismo. Ritornare alla città è stato come beccarsi una bastonata. Non sarei mai arrivato a generare un’immagine come questa se non avessiContinua a leggere “Elegia del bastone”

New Year’s Eve

L’Oceano Pacifico roboava piegandosi su se stesso, sotto un lenzuolo di foschia frizzante; il perpetuo timbro gutturale di un bonzo in meditazione. Totale. Ogni onda sfrigolava coricandosi sulla mezzaluna di sabbia di Chesterton Bay. Era addentrarsi nella grandezza dell’oceano, nelle sue volte di smeraldo sfaccettato, aspettarne una nuova, poi un’altra, guardando a nord la superficieContinua a leggere “New Year’s Eve”

7000 giri al minuto

Delle corse di Ken Miles e Carroll Shelby, che ho visto nel film, posso assolutamente dire di comprendere perché certe persone desiderino la velocità. Ma non amo particolarmente i motori, non amo le sfide, le tifoserie, non più. Eppure, quando guardai il documentario “Ferrari 312B”, nel quale un team di ingegneri aveva “riesumato” una FerrariContinua a leggere “7000 giri al minuto”

Reportage dal freddo, 2

1 Dicembre Duemilaciannove. Certe volte è facile distrarsi nella vita di tutti i giorni. Desidererei essere sempre focalizzato su un certo preciso modo di sentire e muovermi nelle cose che faccio.Ho perso il bus per la piscina perché mi sono distratto guardando questo video e così, con gli occhi lucidi, sono uscito di casa correndoContinua a leggere “Reportage dal freddo, 2”

Reportage dal freddo, 1

30 Novembre Duemiladiciannove. E’ caduta la prima neve di quest’inverno mentre uscivo di casa trainando la valigia, pesante del cibo che stavo muovendo. Avrei fatto un altro giro oltre a quello, per recuperare poi i vestiti. Il muschio frigido croccava sotto le mie suole e quei fiocchi mi accarezzavano le guance come per invitare aContinua a leggere “Reportage dal freddo, 1”

Le mie inestimabili cose piccole

Il croissant pare essere l’entità perfetta. Esso racchiude la creazione nell’impasto, nel mescolare ingredienti polverosi e liquidi, argillosi, combinandosi in un inestetico ammasso bubboso fino a diventare una massa lucente; l’attesa, che riguarda il tempo, quella porzione di vita nella quale un grumo di lipidi ed enzimi si attiva assumendo volontà propria e che pertantoContinua a leggere “Le mie inestimabili cose piccole”